Vintage e cibo, tutto il fascino e il glam di un piatto del passato!

Impossibile per Events Vintage non affrontare un tema caro a tutti: il cibo e la sua evoluzione nel tempo! Si perchè i cambiamenti che il modo di mangiare ha subito negli ultimi 50 anni o forse più sono stati determinanti per definire pietanze e piatti nuovi e decisamente più sofisticati.

Vintage e cibo, un ritorno dovuto agli anni del boom consumistico

Impossibile per Events Vintage non affrontare un tema caro a tutti: il cibo e la sua evoluzione nel tempo! Si perchè i cambiamenti che il modo di mangiare ha subito negli ultimi 50 anni o forse più sono stati determinanti per definire pietanze e piatti nuovi decisamente più sofisticati. Eppure oggi si rileva un ritorno ad alimenti che possiamo definire vintage e che si rifanno a quell’epoca consumista degli anni ’50 e ’60 dove le massaie, fino ad allora regine del focolare e alla ricerca di prodotti genuini e salutari, cominciavano ad avvalersi di mezzi più rapidi e alternativi per preparare pranzo e cena: carne e zuppe in scatola, sugo pronto e brodo di dado, ma anche neo preparati per torte e insalate in gelatina assumono un ruolo primario nelle cucine d’oltre oceano in primis e poi anche in Europa il tutto grazie anche ad un incessante pubblicità che faceva apparire questi prodotti l’unica scelta opportuna.

 

Vintage e cibo, l’importanza del marketing nel tempo

Per comprendere come il “cibo vintage” stia oggi appassionando milioni di persone basta dare un’occhiata ai numerosi gruppi sui vari social che ne studiano aspetti e modalità solo analizzando gli spot di un tempo. Il secondo dopoguerra è il periodo in cui il marketing subisce un’inclinazione positiva per questo i messaggi radiofonici e televisivi ma soprattutto quelli della carta stampata mirano a celebrare l’avvento dei nuovi cibi con immagini e messaggi che ancora oggi fanno riflettere e che erano curati per esaltare la famiglia, la coppia e gli affetti. Come non rimanere estasiati dai primi scatti dedicati al Cornetto Algida o alla Coca Cola, ma anche dalla prima maionese in tubetto che nonostante l’uso dei primi e apparenti innocui conservanti passava per un prodotto genuino e salutare come fatto in casa, e poi come dimenticare la carne Montana pubblicizzata in un manifesto dove in poco spazio appariva il testimonial famoso, lo slogan, i consigli di cottura e gli ingredienti di ben tre prodotti. Insomma il cibo vintage è un inno al passato ma allo stesso tempo una contestazione diretta a chi oggi rende il mondo alimentare ai limiti del tollerabile: piatti da chef e gran gourmet sono all’ordine del giorno e l’attuale divieto di numerosi ingredienti non agevola la realizzazione di quei  prodotti destinati alla grande distribuzione. Che dire…nonostante tutto gustiamoci questo ritorno al passato!

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