Perché le Flappers sono diventate delle icone di stile?

Tra le generazioni che hanno segnato il vintage, gli usi e i costumi diventati oggi delle vere e proprie icone di stile e di femminilità, anticipando solo di qualche decennio quella che sarebbe stata la rivoluzione femminista, nonché protagoniste indiscusse degli Anni Ruggenti, furono le “Flappers”. In quegli anni, il mondo anglosassone negli anni Venti vide la nascita di una nuova generazione tutta al femminile.

Infatti erano viste dalla società come delle sfacciate dal trucco esagerato, che bevevano alcolici alla stessa maniera degli uomini. Erano donne immature e spregiudicate, per lo più di alta estrazione sociale che trattavano con disinvoltura e con estrema libertà argomenti riguardanti la sessualità, praticando allo stesso modo il sesso occasionale, oltre a fumare in pubblico, guidare automobili, violando ogni norma sociale e morale dell’epoca, erano delle donne libere da qualsiasi convenzione o chiusura mentale che la società imponeva. Creando mode e determinate tendenze in ogni aspetto del costume e dell’arte del tempo. 

Queste donne subito dopo il primo conflitto mondiale iniziarono a ribellarsi alle restrizioni sociali nel quale erano costrette a vivere, ponendo le basi di quello che sarebbe diventato un giorno il movimento femminista. Le flappers furono le prime a mostrare le caviglie in pubblico, indossando abiti e gonne più corti e furono anche le prime a tagliare i capelli a “caschetto”. Ascoltavano musica jazz e ballavano il charleston, il ballo icona del tempo e  disprezzavano il comportamento da “brava ragazza” . La generazione delle flappers sarà rappresentata nel 1930 da un’altra icona, Betty Boop, il cartone animato in bianco e nero dei fratelli Fleischer.

Con il tempo il look delle flappers divenne di moda, eliminato il corsetto, si accorciarono gli orli delle gonne, le linee degli abiti diventano dritte e venne introdotto l’abito icona con le frange, piume e le collane lunghissime di perle, che maggiormente le identifica, indossando anche tessuti leggeri come: lo chiffon, la seta e il jersey e per finire il taglio alla garçonne, lanciato da Coco Chanel, per un ideale di donna elegante ed emancipata. La generazione delle “flappers”, era apolitica e autoreferenziale. Queste donne, a loro insaputa, posero le basi, seppur in modo inconsapevole e superficiale, su alcune delle questioni centrali a lungo discusse durante gli anni Sessanta e Settanta, che sarebbe diventato un giorno il movimento femminista. Tra i personaggi simbolo ricordiamo: Zelda Sayre Fitzgerald, Helen Kane e molte altre.

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