Tra i prodotti cosmetici più richiesti c’è senza alcun dubbio lui, lo smalto. Nelle sue mille nuance viene utilizzato per colorare, nascondere alcuni difetti e nutrire le unghie. Le appassionate e gli appassionati della manicure nel nostro presente richiedono di avere mani curate, morbide e unghie sempre al top. Si perché non molti sanno che in fatto di cura delle unghie (comprese le colorazioni) anche gli uomini hanno il loro mercato!

Dice il saggio “Le mani sono il nostro biglietto da visita”. La comunicazione non verbale fa capolino anche qui! Infatti in base allo stato delle nostre mani, con esse intendo anche le unghie, possiamo capire chi abbiamo di fronte a noi: dalla personalità ansiosa che si nutre delle sue unghie, creativa e amante dei colori che applica su di sé la più accurata nail- art, alla maniaca del controllo con unghie antischeggiatura.

La storia dello smalto è davvero molto antica, già all’età del bronzo in Asia, gli smalti erano tinture all’henné ricavati da foglie essiccate. Successivamente si affermò in Mesopotamia, la moda di dipingersi le unghie con lo zolfo e minerali era solo maschile; così come accadeva in Babilonia, solo gli uomini dipingevano le unghie per affermare il proprio status social e chi lo faceva apparteneva alla nobiltà. In Cina le donne iniziano a decorare le unghie con con colori vivaci, provenienti dai fiore. Nell’antico Egitto, all’epoca dei faraoni, la cura del corpo era molto importante, sia uomini che donne coloravano le unghie per identificare lo status di provenienza. Le donne appartenenti alle classi sociali più basse utilizzavano tinte color pastello, mentre le donne di alto rango, soprattutto le regine coprivano le unghie di un rosso vivace. Nel Medioevo la pratica di dipingere le unghie andò in disuso; per ritornare nel Rinascimento, furono soprattutto le donne a curare le mani. Nello stesso periodo gli Incas avevano dato vita alla prima forma di nail-art, realizzando sulle proprie unghie delle vere opere d’arte.

Facendo un enorme balzo in avanti, arriviamo agli anni Venti del Novecento, grazie all’estetista Michelle Menard, si affermò la manicure così come la conosciamo Oggi. nel 1932 nasce il marchio Revlon con sede a New York, si ebbe la diffusione di smalti opachi in diverse colorazioni. Nel 1934 il dentista Maxwell Lappo ideò le prime unghie finte e nel 1955 un altro dentista, Fred Slack creò una sostanza acrilica che serviva a riattaccare le unghie rotte. Negli anni Cinquanta le icone del cinema lanciano la moda delle unghie rosse e lunghe. Nel decennio successivo la cultura hippie propone  le unghie corte al naturale, se usa lo smalto predilige colori chiari, segno distintivo della donna libera e indipendente dell’epoca. Negli anni Settanta nasce la “french manicure”, le unghie diventano squadrate e terminano con una punta dipinta di bianco. Gli anni Ottanta, sono gli anni dei colori fluo, vivaci e le unghie non sono da meno con il loro “effetto neon” e la ricostruzione con gel e resine. Negli anni Novanta si afferma la cultura grunge insieme ad altre culture, provenienti tutte dalla strada. Moda e musica si mescolano, gli smalti più in voga dell’epoca sono il nero e il rosso scuro.

In questi ultimi anni a partire dal nuovo millennio, le donne possono scegliere fra una vasta gamma di stili come la ricostruzione, i gel, gli smalti semipermanenti e i piercing sulle unghie. Negli ultimissimi anni è ritornata anche la nail-art per lui per uno stile che vede sia la moda sia la cosmetica sempre più inclusiva. Attenzione ai colori scelti per le unghie, si anche qui l’armocromia si manifesta in tutto il suo colorato splendore. Un consiglio scegli lo smalto in base alla tua palette, anche le tue mani si meritano di risplendere.

Ci vediamo nei social!

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